Anche le macchine fotografiche hanno impronte digitali

Titolo della ricerca

ToothPic, un sistema su larga scala per l’identificazione di apparecchi fotografici, basato su impronte digitali compresse

Area scientifica

Elaborazione di immagini, ricerca di informazioni

Coordinatore

Enrico Magli

Abstract 

ToothPic si basa sul concetto che i sensori ottici delle macchine fotografiche e degli smarphone producono una specifica impronta digitale, che viene impressa in ogni foto scattata ed è unica per ogni dispositivo. L’obiettivo è quello di realizzare un motore di ricerca che, data una macchina fotografica o una foto da essa scattata, sia in grado di trovare online tutte le foto scattate proprio da quella macchina.

Descrizione del progetto di ricerca 

I problemi etici ed economici legati alla gestione delle foto presenti su internet divengono ogni giorno più importanti, considerando che si tratta globalmente di più di 250 miliardi di immagini. La tecnologia messa a punto dal progetto ToothPic vuole contribuire a risolverli. Il progetto ha lo scopo di dimostrare come l’impronta digitale di ciascun apparecchio fotografico possa essere utilizzata per gestire efficacemente l’enorme quantità di foto presenti su Internet. Infatti le imperfezioni nel processo di fabbricazione dei sensori ottici producono un segnale di rumore che identifica il sensore che lo ha prodotto, distinguendo anche tra due esemplari dello stesso modello. La soluzione è fornita da una tecnica innovativa per la compressione e la ricerca di tali impronte digitali, sviluppata nell’ambito del progetto ERC CRISP, che rende possibile la ricerca in tempo reale tra un numero molto elevato di foto. CRISP ha infatti introdotto un nuovo formato di impronte digitali compresse che migliora enormemente le attuali tecnologie in termini di spazio di memoria occupato e velocità di identificazione. Questo permetterà di applicare la tecnologia alle numerose immagini condivise sul web attraverso i social media. ToothPic svilupperà applicazioni dimostrative tra le quali un motore di ricerca che, data una macchina fotografica o una foto da essa scattata, permetta di rintracciare on-line tutte le foto scattate proprio da quella macchina.

Video

Impatto sulla società 

Ogni giorno oltre 350 milioni di immagini sono condivise da un miliardo di utenti Facebook, Flickr, Instagram, Google+, Tumblr o Pinterest. I vantaggi portati dal motore di ricerca che sarà sviluppato dal progetto ToothPic vanno dalla possibilità di controllare la distribuzione non autorizzata delle proprie foto alla capacità di rintracciare l’autore di contenuti illegali, rendendo più sicura la fruizione delle immagini su internet. Questo potrebbe avere una ricaduta estremamente positiva sulla diffusione dei social network fotografici e sulla loro percezione da parte del pubblico.

Breve CV del coordinatore

Enrico Magli si è laureato in Ingegneria Elettronica al Politecnico di Torino dove ha successivamente svolto un dottorato in Ingegneria Elettronica e delle Comunicazioni. Èattualmente professore associato presso il Dipartimento di Elettronica dello stesso ateneo.

I suoi interessi scientifici riguardano i sistemi di elaborazione dell’informazione e le relative applicazioni multimediali e spaziali, con particolare riguardo all’elaborazione, compressione e trasmissione di immagini e video. La sua attività di ricerca attuale riguarda l’ambito del compressed sensing. Magli è coautore di più di 130 contributi scientifici per riviste e conferenze e ha organizzato diversi numeri speciali di riviste e sessioni di conferenza relative al suo ambito di ricerca. 

   ToothPic project has received funding from the European Research Council (ERC) under the European Union’s Horizon 2020 research and innovation programme  grant agreement No 665421

  • Budget: 149.526
  • Data inizio: 1/09/2015
  • Data fine: 01/03/2017